Riforma è una delle parole più controverse con cui ogni governo e ogni cittadino si deve scontrare suo malgrado. Può essere usata per mascherare lacune penose o vecchi errori, per migliorare situazioni barcollanti o pericolose e anche per comodità personali.
Abbiamo, ad esempio, la riforma delle pensioni che illustra bene il problema. Da innumerevoli anni si discute sulla necessità di riformare il comparto pensionistico, passano gli anni e cambiano i governi, ma nessuno si azzarda a farla veramente per le inevitabili ripercussioni elettorali conseguenti. Non si vuole fare demagogia, ma spiega ad un operaio che 35 anni di sacrifici e di fatiche non bastano a pagare il propio mantenimento in età avanzata. Spiegagli soprattutto che questa riforma è necessaria perchè i fondi che sarebbero serviti allo scopo sono stati ingoiati dagli sprechi e dall'irresponsabilità della classe politica, di persone pagate per vegliare su un sistema pensionistico tra i più democratici e meno discriminanti al mondo.
Spiega a questa persona che i suoi sacrifici di tutta una vita servono a mantenere lo sfarzo e i vizi di una delle classi politiche più immorali e imbarazzanti esistenti al mondo.
